Danno all’immagine in favore del datore di lavoro, se screditato dal dipendente

Immagine lavoro

Lavoro

Attenzione a non “rovinare e screditare” l’immagine della propria azienda. Al riguardo, si segnala una interessante pronuncia della Suprema Corte di Cassazione (sentenza n. 12418 del 21/05/2013) – a conferma della sentenza di merito della Corte di Appello di Catania (n. 638/2008) – con la quale è stato sancito il diritto di un datore di lavoro ad ottenere una liquidazione in via equitativa per danno all’immagine, a seguito della condotta tenuta dal lavoratore che aveva creato in diverse occasioni “disservizi e malcontento” (arrivando, in un’occasione, a schiaffeggiare un cliente!), rovinando l’immagine dell’impresa e conseguentemente compromettendone il parco clienti.

Interessante è la pronuncia in punto di risarcimento del danno in via equitativa: rispetto, infatti, al motivo di impugnazione eccepito dal lavoratore, secondo la Corte, “l’esercizio del potere discrezionale di liquidare il danno in via equitativa conferito al giudice dagli art. 1226 e 2056 cod. civ., presuppone che sia provata l’esistenza di danni risarcibili, e che risulti obiettivamente impossibile o particolarmente difficile, per la parte interessata, provare il danno nel suo preciso ammontare“. Nel caso di specie, correttamente la Corte di Appello, dopo aver accertato l’esistenza del danno subito dal datore di lavoro a causa della condotta illegittima del suo dipendente, ha liquidato il danno in via equitativa atteso come la sua quantificazione risultava particolarmente difficile da provare. Il testo della sentenza è reperibile qui.

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